Creme, Impacchi e Tutori nella Pallavolo

I leader della riabilitazione nella Pallavolo

Creme, Impacchi e Tutori nella Pallavolo

Una mummia piena di bende, impacchi, tutori

Quante volte capita di vedere giocatori che utilizzano tutori per le caviglie per anni dopo un trauma distorsivo? 

Quante volte è capitato di chiedere o di sentirsi chiedere: “mi hanno detto che quella pomata è una bomba, cosa ne pensi?”?

Provo a fare un po’ di chiarezza: gli infortuni (siano essi anche solo di lieve entità) sono molto frequenti nella pallavolo

Il continuo impatto col terreno in seguito ai frequenti salti fa sì che gli arti inferiori subiscano traumi da impatto, oltre che da sovraccarico. Anche la schiena viene fortemente sollecitata, causando mal di schiena cronico. 

Se sei un attaccante, invece, almeno una volta nella propria carriera avrai avuto a che fare con il “dolore di spalla”.  

Per non parlare delle distorsioni alle dita delle mani, per cui ci si rivolge al magico tape bianco.

Esaminiamo l’utilizzo di impacchi, creme e tutori in occasione degli infortuni più frequenti:

 

Distorsione di Caviglia

Non potendo valutare nell’istante esatto in cui avviene se essa sia una distorsione di primo, secondo o terzo grado, è sempre bene non sottovalutare il trauma e procedere con il protocollo “P.O.L.I.C.E.”. Di questo acronimo in questo momento a noi interessano la lettera I (ice = ghiaccio) e C (compression = compressione).  

Ghiaccio, non spray; è bene avere sempre a portata di mano il ghiaccio secco da poter utilizzare al bisogno. 

La corretta applicazione prevede il mantenimento del contatto tra il ghiaccio e la superficie da trattare per non più di 5/7 minuti consecutivi, così da evitare che all’iniziale beneficio dato dalla vasocostrizione che tampona lo stravaso ematico, segua una vasodilatazione che, invece, lo favorisca.

Dopodichè, per evitare la formazione di edema, è bene procedere con un bendaggio compressivo a partire dalle dita dei piedi fino al ginocchio. Esso può essere effettuato con una benda monoelastica, oppure con una benda all’ossido di zinco, unguento biancastro che aiuta a contenere l’edema e l’infiammazione derivanti dal trauma. 

Una volta eseguito il bendaggio è bene tenerlo per 24 ore e poi, eventualmente, rifarlo. 

Nella fase acuta è molto importante che la fasciatura venga eseguita correttamente e che non venga rimossa precocemente, così da evitare che la gamba diventi una zampogna!

Durante la fase sub-acuta, invece, è possibile eseguire degli impacchi una o due volte al giorno con pomate antinfiammatorie (anche a base di arnica) o con argilla, altro elemento naturale dalle proprietà antinfiammatorie ed antiedemigene.

 

La fasciatura di caviglia, eseguita a bordo campo, è più efficace dell'utilizzo dei tutori

Il Rientro in Campo dopo Distorsione di Caviglia

Il rientro in campo, soprattutto in seguito a distorsioni di secondo o terzo grado, deve avvenire gradualmente e meglio se con l’utilizzo di una fasciatura eseguita da un fisioterapista con del tape bianco rigido. 

Molto spesso, in realtà, l’atleta stesso impara ad eseguire la fasciatura in autonomia, tuttavia è bene che un professionista si accerti della corretta esecuzione della stessa.

Per dirla tutta si è visto che, dopo pochi minuti di movimento, la fasciatura tende a perdere la sua forza tensiva; ciononostante l’atleta si sente molto più protetto, al punto che spesso diventa difficile convincerlo a non utilizzarla più dopo settimane (se non, addirittura, mesi!). 

Bisogna, quindi, fare in modo che il pallavolista non diventi dipendente dalla fasciatura e che venga svezzato da essa coi giusti tempi. 

Utilizzare una fasciatura o una cavigliera pre-confezionata per troppo tempo può risultare, infatti, controproducente! 

Se le strutture passive (i legamenti) si “abituano” ad avere qualcuno che svolge per loro il compito di contenzione e stabilizzazione, vanno incontro ad un indebolimento progressivo aumentando, di conseguenza, la possibilità di recidive anche per traumi minori.

Bisogna essere in grado, quindi, di capire quando le strutture articolari si sono rinforzate e sono in grado di sostenere il carico dell’attività sportiva senza l’utilizzo di fasciature o tutori.

In seguito all’attività sportiva (sia essa allenamento o una partita) è possibile, soprattutto nelle prime settimane, mettere del ghiaccio o eseguire impacchi con arnica o argilla, con funzione preventiva rispetto alla comparsa di infiammazione o edema.

 

Distorsione di Ginocchio

Purtroppo in questi casi molto spesso il trauma comporta la rottura del legamento crociato anteriore (LCA) o dei legamenti collaterali del ginocchio: mediale (LCM) e laterale (LCL). 

In questi casi, in seguito all’immediata applicazione del protocollo P.O.L.I.C.E., è bene richiedere al più presto il parere di un esperto, cioè all’ortopedico specializzato nel trattamento dell’arto inferiore ed abituato a lavorare con gli atleti. Presso il nostro centro di Villa Guardia puoi trovare il Dott. Luca Monestier, punto di riferimento per le problematiche del pallavolista.

Anche in questo caso bendaggi con l’ossido di zinco possono aiutare a contenere l’edema. 

 

Il bendaggio con ossido di zinco aiuta in fase iniziale la gestione del gonfiore. Applicalo prima di ricorrere all'utilizzo di tutori per stabilizzare l'articolazione.

Infortuni alla Spalla

A differenza della caviglia, la spalla è un’articolazione ipermobile la cui completa articolarità è fondamentale per un pallavolista. 

Risulta, quindi, intuibile come non sia possibile stabilizzarla completamente con fasciature o tutori. 

A dirla tutta, non è nemmeno utile. 

Come detto in precedenza, un tutore esterno di contenimento va a sostituire il ruolo di strutture che devono essere in grado di stabilizzare l’articolazione. 

 

Quindi, anche in seguito a lussazioni, il loro utilizzo deve essere confinato al periodo iniziale per poi procedere con lo svezzamento da essi. 

 

Risulta fondamentale seguire un corretto percorso riabilitativo con esercizi propriocettivi e di rinforzo per le strutture che hanno ceduto nel momento del trauma. 

Utile come “aiuto” che non limiti eccessivamente l’articolarità della spalla è il kinesio-tape: una sua corretta applicazione può fornire le informazioni propriocettive necessarie affinché l’articolazione si muova il più correttamente possibile. In altri termini, con il kinesio tape l’atleta “sente di più” la spalla, e in maniera indiretta riesce ad attivare meglio la muscolatura in difficoltà.

 

Distorsione delle Dita

Forse il più comune (ma, per fortuna, generalmente non grave!) infortunio tra i pallavolisti. 

Solitamente avviene durante la fase di volo del muro, a causa dell’impatto delle dita col pallone che viaggia a velocità medio-alte. 

Sebbene la comparsa del gonfiore sia praticamente istantanea, spesso già il giorno successivo all’infortunio l’atleta è in grado di riprendere a giocare con una buona fasciatura eseguita con tape bianco rigido, magari utilizzando il dito vicino come sostegno. 

Anche in questo caso è bene mettere del ghiaccio e può essere utile applicare dell’ossido di zinco sul dito interessato e lasciare agire per qualche ora. Essendo strutture piccole, è possibile utilizzare dell’unguento da avvolgere, poi, con una garza.

 

Colonna Lombare

In caso di mal di schiena (lombalgia) non è così utile applicare creme: a differenza delle altre articolazioni, infatti, la schiena non va incontro a traumi distorsivi che comportino gonfiore o ematomi. 

Le problematiche relative alla schiena sono, piuttosto, legate ad un sovraccarico prolungato

Per questa ragione è bene sottoporsi a sedute di fisioterapia che possono comprendere, eventualmente, l’applicazione di kinesio-tape per prolungare l’effetto del trattamento eseguito. 

E la famosa fascia lombare che tanto va di moda? Vale il discorso fatto prima per le cavigliere: dare un costante sostegno esterno alla schiena, comporta un progressivo “spegnimento” della muscolatura che dovrebbe svolgere quel ruolo! 

Al posto della fascia, quindi, è preferibile affidarsi alle mani di un fisioterapista e di un preparatore atletico competenti così da individuare i muscoli che non stanno eseguendo il loro lavoro a dovere, capirne le cause e correggerle, per poi passare ad un potenziamento degli stessi.

 

La Crema Riscaldante

Ti starai chiedendo perché in queste tre pagine non ho nominato la crema riscaldante

Personalmente non sono una sua grande fan: l’applicazione di questa crema dà solo una sensazione di calore più o meno intenso. 

I recettori cutanei vengono fortemente stimolati in tal senso e all’atleta può sembrare che il muscolo sia caldo o l’articolazione più “pronta” all’uso. 

In realtà l’aumento di temperatura avvertito non è sinonimo di riscaldamento muscolare o articolare, anzi! Bisogna prestare attenzione, in questi casi, ad eseguire un buon warm-up, senza lasciarsi ingannare dalla percezione di calore. 

Questo non significa che la crema scaldante sia negativa di per sé. Tieni però presente che non può sostituire un adeguato riscaldamento pre-attività fisica.

 

 

Nel riportare la mia esperienza come giocatrice prima e come fisioterapista poi, spero di averti dato un quadro generale esaustivo!

 

Se hai subito un trauma e non sai se è il caso di utilizzare creme o tutori, non esitare a contattarci per avere un consulto sulla tua situazione! 

Chiama il 393 89 77 351 o compila il form qui sotto.

 

Daniele Matarozzo
Daniele Matarozzo
Co-Titolare di Fisio Salute Como e di Volley Clinic,
Fisioterapista dal 2007.

Dopo svariate specializzazioni nazionali ed internazionali in ambito di Fisioterapia per lo Sport e di Terapia Manuale, sono diventato fisioterapista della Nazionale Italiana di Pallavolo, collaborando soprattutto con il settore giovanile.

In Volley Clinic porto quella che è la mia passione ed esperienza nel mondo della Pallavolo di alto livello.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito web usiamo cookies. Alcuni servizi da noi usati (es: google maps) creano cookies gestiti da terze parti (es: Google). Abilitando l’uso dei cookies, avrai la migliore esperienza possibile su questo sito.

Leggi la nostra Cookie policy

Questo contenuto non è disponibile!
Prova a modificare le tue scelte nella cookie policy
“%SERVICE_NAME%” usa cookies che hai disabilitato.

Per poterlo vedere attiva i cookies:
Clicca per aprire le tue preferenze sui cookies.

Vuoi sapere cosa sono i cookies?
Te lo spieghiamo in breve noi:
Cookie policy